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Fattori che incidono sull’efficacia della sanificazione

Fattori che incidono sull'efficacia della sanificazione
Fattori che incidono sull’efficacia della sanificazione
Fattori che incidono sull’efficacia della sanificazione

Esistono diversi fattori che incidono sui risultati della sanificazione.
L’efficacia della sanificazione è misurabile solo tramite il rilevamento di campionamenti sulle superfici (sia prima che dopo aver eseguito il trattamento) e dalla loro successiva analisi (in laboratorio o con strumentazioni professionali). Questa misurazione mira a indicare la quantità di carica microbica presente sulle superfici in fase pre /post-disinfezione, è quindi possibile avere un dato certo che indica una sua riduzione o il suo totale abbattimento.

Quando si parla di risultati dell’intervento di sanificazione ambientale vi sono diversi fattori che incidono sull’efficacia dell’attività stessa.

Tra questi fattori è possibile individuarne alcuni che sono legati alle caratteristiche dei microrganismi che si trovano nell’ambiente, altri che dipendono dai prodotti e dai macchinari utilizzati ed altri ancora che sono legati alla conformazione dell’ambiente / struttura sanificata.

I fattori che incidono sull’efficacia della sanificazione dipendono quindi da:

  • L’ambiente da trattare
  • I macchinari e il disinfettante utilizzato
  • La tipologia di microrganismi presenti

La consapevolezza di alcuni di questi fattori porta a scegliere la tecnologia più adatta all’ambiente da trattare e ad un più accurato utilizzo dei macchinari impiegati per sanificare l’aria e le superfici.

Fattori legati alle caratteristiche dell’ambiente

Tra i fattori legati alle caratteristiche dell’ambiente da trattare troviamo:

1) Conformazione dell’ambiente

La sanificazione può essere eseguita con disinfettanti liquidi o gassosi. Se l’ambiente presenta fessure, o superfici difficilmente raggiungibili è necessario adottare sostanze che svolgono la loro azione sanificante saturando l’aria (per esempio un gas come l’ozono o il perossido di idrogeno atomizzato) per avere la sicurezza che il prodotto riesca ad eliminare tutti gli agenti patogeni presenti all’interno del locale.

2) Presenza di sporco

Uno dei fattori che incide maggiormente è la presenza di sporco. Infatti, l’efficacia della sanificazione viene potenziata se, prima di eseguire l’intervento, le superfici dell’ambiente sono state accuratamente pulite. La pulizia meccanica rimuove lo sporco e, laddove presente, disgrega il biofilm rendendo così possibile la sua eliminazione.

Inoltre, la presenza di sporcizia sulle superfici fa si che il prodotto (liquido o gassoso) non entri direttamente in contatto con l’agente patogeno che è potenzialmente “protetto” da altro materiale (organico o inorganico), non permettendo in questo modo alla sostanza di svolgere la sua azione sul microrganismo e diminuendo di conseguenza l’efficacia dell’intervento.

Infine, la presenza di sporco o di materiale organico sulle superfici può diminuire il potere del disinfettante usato a causa delle reazioni chimiche che si innescano. Per esempio, i prodotti derivati dal cloro o ipoclorito di sodio innescano reazioni chimiche con il materiale organico presente sulle superfici, specie se è proteico, in particolare gli aminoacidi altamente reattivi quali tirosina e cistina.

3) Fattori fisici e chimici

Alcuni fattori chimici e fisici possono alterare l’efficacia del disinfettante. Tra questi:

  • Temperatura: un aumento eccessivo della temperatura degrada il prodotto e diminuisce il suo potere sanificante. Quando l’energia di attivazione del disinfettante è bassa (per esempio: cloro, iodio, acido peracetico) l’effetto battericida è notevole anche a basse temperature. Un piccolo incremento di temperatura può aumentare l’effetto inattivante della sostanza e renderla inefficace, per questo motivo viene sempre raccomandato di non superare i 30-40°C, temperatura oltre il quale alcune sostanze si degradano (esempio: il perossido di idrogeno se conservato a temperature elevate perde efficacia).
  • pH: l’aumento del pH migliora l’attività di sanificazione eseguita con certi tipi di disinfettanti (esempio: Glutaraldeide), ma impatta negativamente sulle performance di altri prodotti sanificanti (esempio: ipocloriti).
  • Umidità: diminuisce i risultati derivanti dalle disinfezioni eseguite con gas. (Esempio: l’umidità reagisce con l’ozono).
  • Durezza dell’acqua: i cationi bivalenti (esempio: Calcio, Magnesio) presenti nell’acqua dura diminuiscono l’efficacia del disinfettante.

Fattori legati ai macchinari e al disinfettante

Alcuni fattori legati ai macchinari e al prodotto usato sono:

1) Specifiche tecniche dei macchinari
Le caratteristiche dei macchinari e dei prodotti che vengono utilizzati per eseguire l’intervento di sanificazione sono fondamentali per tutelare la salute degli operatori, evitare di corrodere i materiali presenti all’interno della stanza e garantire un livello di sanificazione profonda.

Per esempio, sul mercato esistono diverse tipologie di atomizzatori di perossido di idrogeno. Una delle caratteristiche da tenere in considerazione quando si sceglie di acquistare un nebulizzatore (o vaporizzatore) di perossido di idrogeno è la dimensione delle particelle che vengono erogate (da 0.15 micron fino ad oltre 30 micron). Infatti, più è fine l’atomizzazione maggiore è l’efficacia della sanificazione, in quanto la sostanza è in grado di coprire tutta la volumetria della struttura e quindi di agire su tutte le superfici.

Altro esempio: in commercio sono disponibili generatori di ozono che, in base alla tecnologia utilizzata, producono ozono puro o “pulito” (senza emettere radiazioni ultraviolette cancerogene e coprodurre NOx). La purezza dell’ozono dipende quindi dal tipo di ozonizzatore utilizzato e dalle sue capacità di attenuare le inevitabili differenze ambientali che incidono sulla qualità di ozono prodotto (altitudine, temperatura, umidità dell’aria, etc.) e quindi incidono anche sull’efficacia della sanificazione.

2) Tipo, Concentrazione e potenza

In generale, aumentando la concentrazione della sostanza si aumenta anche la sua potenza disinfettante, diventa perciò in grado di eliminare un maggior numero di agenti patogeni in un minor tempo.

Bisogna però prestare attenzione al tipo di disinfettante utilizzato: per esempio, il perossido di idrogeno se utilizzato in concentrazioni maggiori è vero che distrugge più microrganismi in tempi minori, ma aumenta anche il suo potere corrosivo, quindi si ha un maggiore rischio di ossidare i materiali e gli oggetti con cui entra in contatto.

3) Durata dell’esposizione

È importante seguire il tempo di esposizione indicato dal produttore del macchinario o del disinfettante per evitare rischi alla salute o corrosione dei materiali.

Fattori legati ai microrganismi presenti sulle superfici

I fattori legati alla tipologia di microrganismi presenti nell’ambiente sono principalmente tre:

1) Numero e posizione dei microrganismi

Non sono attualmente disponibili disinfettanti in grado di eliminare tutte le tipologie di batteri, virus, funghi, muffe, lieviti e altri agenti patogeni. Per questo motivo, è importante scegliere un prodotto che sia in grado di eliminare le tipologie di microrganismi che potenzialmente sono presenti sulle superfici o ad ampio spettro.

2) Presenza di Biofilm

i microrganismi possono aggregarsi in masse spesse e creare i cosiddetti biofilm. È dimostrato che è più difficile che il disinfettante riesca ad agire efficacemente su queste strutture in quanto sono comunità microbiche strettamente attaccate alle superfici. Questi microrganismi sono difficilmente eliminabili se non vengono disgregati prima dell’intervento tramite una pulizia meccanica delle superfici.

È pertanto comprensibile quanto la presenza di biofilm incida sull’efficacia della sanificazione.

3) Resistenza innata di microrganismi

Alcuni microrganismi sono in grado di resistere ai disinfettanti. Le sostanze “biocide” sono definite tali in quanto diversi test hanno dimostrato la loro azione battericida, fungicida, virucida e sporicida.

Gli altri disinfettanti invece, sono efficaci solo su alcuni tipi di microrganismi. Per esempio, gli alcooli (isopropanolo o alcool isopropilico, etanolo o alcool etilico, n-propanolo) non sono sporicidi.

Pianificazione di un intervento di sanificazione

Analizzando i fattori che incidono sull’efficacia della disinfezione possiamo concludere che, nel momento in cui si pianifica un intervento di sanificazione, è indispensabile tenere in considerazione la conformazione dell’ambiente da trattare, le sue caratteristiche fisiche, quelle chimiche ed è necessario programmare la pulizia meccanica degli ambienti (con lo scopo di rimuovere lo sporco e disgregare il biofilm) poco prima di eseguire il trattamento.

Inoltre, i macchinari e i disinfettanti utilizzati incidono sull’efficacia dell’attività (basti pensare alla capacità del dispositivo di saturare l’ambiente con il prodotto e di entrare in contatto con tutte le sue superfici).

Infine, è fondamentale scegliere una sostanza che abbia uno spettro di azione ampio (al fine di avere la certezza che sia in grado di eliminare la maggior parte dei microrganismi presenti nell’aria e sulle superfici dell’ambiente).

Per avere maggiori informazioni sui nostri interventi di sanificazione, sui prodotti e i macchinari che utilizziamo e vendiamo, non esitare a contattarci compilando il form qui sotto!

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