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Inquinamento indoor come ridurlo

Inquinamento indoor come ridurlo
Inquinamento indoor come ridurlo
Inquinamento indoor come ridurlo

L’inquinamento indoor, anche chiamato inquinamento domestico, può essere ridotto tramite la purificazione dell’aria di casa (o di un ufficio. La purificazione dell’aria aiuta ad eliminare le sostanze nocive che provocano l’inquinamento indoor, migliorando non solo la qualità dell’aria e ma anche la qualità di vita delle persone che vivono / lavorano all’interno dell’ambiente confinato.

In seguito a uno studio sulla popolazione americana condotto dall’EPA (United States Environmental Protection Agency) è emerso che, la qualità dell’aria indoor (IAQ – Indoor Air Quality) è spesso peggiore di quella dell’aria degli ambienti outdoor, in quanto presenta da 2 a 5 volte concentrazioni superiori di alcuni in inquinanti.

L’aria all’interno delle case, degli uffici e, in generale, degli edifici, può quindi essere molto più inquinata dell’aria outdoor.

Considerando che la maggior parte delle persone trascorre più tempo in ambienti chiusi di quello che ne trascorre in ambienti all’aperto, questo aumenta notevolmente i rischi per la salute correlati all’esposizione dell’inquinamento indoor.

Purificare l’aria di casa (o di un ambiente al chiuso) riduce pertanto il rischio di avere problemi alla salute correlati a una bassa qualità dell’aria.

Per ridurre l’inquinamento indoor e migliorare la qualità dell’aria vi sono diverse buone pratiche da seguire, ma per purificarla è consigliabile acquistare un dispositivo studiato appositamente per il filtraggio e per la pulizia dell’aria: il depuratore o purificatore d’aria.

 

Cosa provoca l’inquinamento indoor?

L’inquinamento indoor è causato da agenti chimici, fisici e biologici che si trovano nell’aria di un ambiente confinato, come per esempio quella di una casa, di un ufficio o di una scuola. Alcuni degli inquinanti presenti all’interno degli spazi al chiuso provengono dall’aria dell’ambiente esterno ma molti si creano e vengono prodotti dall’interno.

I principali agenti inquinanti che provengono dagli ambienti outdoor sono correlati all’inquinamento atmosferico (dato che penetrano negli edifici per infiltrazione o per mezzo dell’aerazione) e sono gas, vapori, particolato (per esempio: fibre naturali e artificiali, pollini, spore, polveri, particelle carboniose, metalli, silice e inquinanti liquidi) prodotti principalmente dai gas di scarico delle autovetture, dagli scarichi industriali di stabilimenti produttivi e fabbriche, dagli impianti di riscaldamento / condizionamento.

Gli inquinanti che si formano all’interno di uno spazio chiuso provengono da diverse fonti:

  • la presenza dell’uomo: immette nell’ambiente composti chimici derivati dai processi metabolici, i cosiddetti bioeffluenti umani. Ne è un esempio l’anidride carbonica che viene prodotta quando respiriamo. Inoltre, immette nell’ambiente agenti biologici tramite le goccioline di saliva che vengono diffuse nell’ambiente quando si parla, quando si starnutisce, etc., con la desquamazione della pelle, capelli, forfora, peli, etc.
  • la presenza di animali: sono fonte di inquinamento biologico (peli, forfora, saliva, urine) e allergeni animali (composti chimici che sono in grado di scatenare una reazione allergica).
  • Attività svolte: processi di combustione quali: il fumo di tabacco passivo; la cottura di alimenti; combustione di legno, gas, petrolio, carbone e cherosene.
  • Impianti di riscaldamento e quelli di condizionamento: i primi aumentano la concentrazione di inquinanti chimici quali ossido e biossido di azoto (NO ed NO2), anidride carbonica (CO2) e monossido di carbonio (CO). I secondi, se non mantenuti correttamente, immettono nell’ambiente agenti chimici e biologici.
  • Strutture e materiali edili, rivestimenti e materiali degli arredi: rilascio nell’aria di COV e altri materiali pericolosi.
  • Prodotti per la pulizia della casa, pesticidi e antiparassitaria: rilasciano nell’ambiente agenti chimici.
  • Gli impianti in cui ristagna l’acqua: possono essere fonte di numerosi microrganismi.
  • Stampanti, fotocopiatrici ed elettrodomestici possono immettere nell’aria numerose sostanze inquinanti.

Quali sono i principali inquinanti indoor?

Come riportato sul sito del Ministero della Salute, i principali inquinanti indoor possono essere causati da agenti chimici, biologici e fisici. Tra gli inquinanti chimici vengono riportati:

  • fumo di tabacco ambientale (ETS)
  • ossido e biossido di azoto (NOx, NO2)
  • ossidi di zolfo (SOx)
  • monossido di carbonio (CO)
  • ozono(O3)
  • particolato aerodisperso (PM10, PM5)
  • benzene(C6H6)
  • composti organici volatili (COV)
  • formaldeide (CH2O)
  • idrocarburi aromatici policiclici (IPA)
  • amianto

Tra gli inquinanti biologici troviamo:

  • microrganismi (funghi, batteri, virus, parassiti, protozoi)
  • allergeni indoor (acari della polvere, allergeni di derivazione vegetale e animale)
  • muffe

Infine, vengono riportati anche gli inquinanti fisici:

  • radon
  • campi elettromagnetici (CEM)
  • rumore (causa dell’inquinamento acustico)

Gli effetti dell’inquinamento indoor sulla salute

Gli effetti sulla salute dell’inquinamento indoor, possono essere acuti (a breve termine) o cronici (a lungo termine) e dipendono da diversi fattori, tra cui, come riportato sul sito del Ministero della Salute:

  • La tipologia e la concentrazione dell’inquinante indoor
  • La presenza di sinergie con altri inquinanti
  • Il tempo di esposizione
  • I parametri microclimatici
  • La suscettibilità delle persone esposte.

Le malattie associate all’inquinamento indoor, quindi ad una cattiva qualità dell’aria, riguardano principalmente i seguenti sistemi/apparati:

  • Respiratorio
  • Nervoso
  • Cardiovascolare
  • Immunologico
  • La cute e le mucose esposte

I problemi di salute causati dall’inquinamento indoor sono classificati in:

  • Malattie associate agli edifici (Building-related illness-BRI)
  • Sindrome dell’edificio malato (Sick Building Syndrome)
  • Sindrome da sensibilità chimica multipla (Multiple Chemical Sensitivity syndrome-MCS anche chiamata Intolleranza Idiopatica Ambientale ad Agenti Chimici-IIAAC).

In caso di esposizione agli inquinanti indoor, alcuni gruppi della popolazione sono più a rischio. Tra questi vi sono:

  • Le sottopopolazioni suscettibili (persone che sono maggiormente sensibili all’effetto degli inquinanti).
  • I bambini
  • Gli anziani
  • Le persone con patologie croniche
  • Gli immunodepressi

Come migliorare la qualità dell’aria in casa o in un ufficio

Dopo aver capito quanto può essere inquinata l’aria di un locale al chiuso è importante purificare l’aria per evitare non solo di avere problemi alla salute correlati all’inquinamento indoor, ma anche per garantire maggiore igiene e pulizia. Alcune buone pratiche per rendere l’aria in casa, in ufficio, nelle scuole e, in tutte gli ambienti confinati, meno inquinata sono le seguenti:

  1. Cambiare spesso l’aria: arieggiare l’ambiente almeno per 30 minuti al giorno, dopo aver cucinato o dopo aver utilizzato prodotti chimici per la pulizia aiuta a migliorare la qualità dell’aria di casa. Per fare questa operazione consigliamo di farlo nelle ore della giornata in cui le strade sono meno trafficate.
  2. Usare prodotti per la pulizia ecologici o naturali: questa scelta riduce i residui chimici e le sostanze sintetiche che vengono dispersi nell’ambiente dopo aver utilizzato un detergente non ecologico. Alcuni prodotti naturali per pulire la casa possono essere: l’aceto (diluito con acqua bollente), il bicarbonato di sodio e il vino bianco.
  3. Rimuovere spesso la polvere dalle superfici /oggetti e pulire regolarmente tappeti e tende: queste operazioni evitano l’accumulo di polveri, acari e batteri.
  4. Cambiare regolarmente i filtri della cappa, dei condizionatori e dell’aspirapolvere.
  5. Arredare con piante che migliorano la qualità dell’aria: alcune piante sono in grado di purificare l’aria, purificare l’aria, regolare il livello di umidità e assorbire l’anidride carbonica. Esempi di piante che purificano l’aria di casa sono: le orchidee, la dracena, l’aloe vera, il ficus benjamina.
  6. Controllare periodicamente sistemi di riscaldamento e di condizionamento: eseguire la corretta manutenzione, sanificazione e pulizia evita la formazione di muffe e virus che vengono dispersi nell’ambiente.
  7. Tenere sotto controllo l’umidità: ambienti troppo umidi favoriscono la formazione di muffe che, oltre a causare cattivi odori, sono molto dannose per la salute dell’uomo. Il tasso di umidità in una cosa dovrebbe non essere superiore al 55% nella stagione invernale e al 65% nella stagione estiva.
  8. Non fumare in casa

Queste pratiche sono utili per ridurre l’inquinamento indoor e migliorare la qualità dell’aria di un ambiente, per purificare l’aria di casa o, in generale, di un ambiente confinato è però consigliato l’utilizzo di un purificatore d’aria.

Purificare l’aria di un ambiente riduce l’inquinamento indoor

Come abbiamo visto, l’inquinamento indoor può essere superiore a quello outdoor e le sostanze nocive a cui possiamo essere esposti possono provenire da diverse fonti e sono numerose.

Per migliorare la qualità di vita delle persone che vivono e frequentano l’ambiente confinato è importante adottare alcune pratiche che aiutano a migliorare la qualità dell’aria ma anche purificare l’aria con un purificatore adatto alle proprie esigenze.

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